Bello, non c’è che dire! Questo film ha una lista di pregi notevole. La storia è molto bella, gli attori non sono esattemente da poco conto, la regia non si fa mancare nulla, alcuni dialoghi sono da brividi. Insomma, degno dei due premi oscar che ha vinto: miglior attore non protagonista andato a Robin Williams, miglior sceneggiatura originale a Ben Affleck e Matt Damon.
Di cosa parla?
Will Hunting (interpretato da Matt Damon) è un ragazzo di venti anni che passa la sua vita a non far nulla, se non sbronzarsi con gli amici e finire in carcere per violenze e furti. Ma Will non è solo questo: è anche un genio. Riesce a dimostrare teoremi matematici che al famoso professor Gerald Lambeau (interpretato da Stellan Skarsgård) hanno richiesto anni di lavoro. Per lui è solo un gioco la matematica. Ma il professor Lambeau non vuole farsi sfuggire il ragazzo e il suo dono, per cui lo prende sotto la sua custodia. Contemporaneamente Will è costretto a vedersi con un psicologo: Sean McGuire (interpretato da Robin Willams). E Sean è il primo a guardare Will non solo come un pazzo o come un genio, ma come una persona che non sa rispondere a una semplice domanda “tu cosa vuoi fare veramente?”.
Si conosce solo per esperienza
Scusate la citazione così lunga, ma è bellissima:
Sean: Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti..: Michelangelo. Sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tutto quanto vero? Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella Cappella Sistina. Non sei mai stato lì con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto….. mai visto. Se ti chiedessi sulle donne, probabilmente mi faresti un compendio sulle tue preferenze, potrai perfino aver scopato qualche volta… ma non sai dirmi che cosa si prova a risvegliarsi accanto a una donna e sentirsi veramente felici. Sei uno tosto. E se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia eh? Ancora una volta sulla breccia cari amici??…. ma non ne hai mai sfiorata una. Non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo migliore amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto….se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile.. non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi, sentendo che Dio ha mandato un angelo sulla terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo, avere tanto amore per lei, vicino a lei per sempre, in ogni circostanza, incluso il cancro. Non sai cosa si prova a dormire su una sedia d’ospedale per due mesi tenendole la mano, perché i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine “orario delle visite” non si applica a te. Non sai cos’è la vera perdita, perché questa si verifica solo quando ami qualcosa più di te stesso: dubito che tu abbia mai osato amare qualcuno a tal punto. Io ti guardo, e non vedo un uomo intelligente, sicuro di sé, vedo un bulletto che si caga sotto dalla paura. Ma, sei un genio Will, chi lo nega questo. Nessuno può comprendere ciò che hai nel profondo. Ma tu hai la pretesa di sapere tutto di me perché hai visto un mio dipinto e hai fatto a pezzi la mia vita del cazzo? Sei orfano giusto? Credi che io riesca a inquadrare quanto sia stata difficile la tua vita, cosa provi, chi sei, perché ho letto Oliver Twist? Basta questo ad incasellarti? Personalmente, me ne strafrego di tutto questo, perché sai una cosa? Non c’è niente che possa imparare da te che non legga in qualche libro del cazzo. A meno che tu non voglia parlare di te, di chi sei. Allora la cosa mi affascina.. ci sto.
Fonte: wikiquote.
Insomma, Will ha letto tantissimi libri, ma non conosce veramente qualcosa. Per farlo, bisogna buttare tutto se stessi, così come si è, in quello che si fa e si vuol conoscere. Farne esperienza.
Per fare esperienza ci vuole fiducia
Ma per andare nella Cappella Sistina bisogna fidarsi di qualcuno che ci dice “Vacci perché è bella”. Cioè, molte volte per far esperienza di qualcosa, bisogna fidarsi dell’esperienza che ha già fatto qualcun altro. Nello studio è sempre così: se non ci fidiamo del professore che spiega e pensiamo che dica cazzate, come possiamo imparare da lui? Alla fine del film Will ha dato atto a Sean, pretendo per seguire un amore di cui aveva paura.
Conclusioni
Mi pare chiaro che Will Hunting - Genio ribelle dovete guardarlo. Vi lascio con i consueti link:
E con questo si conclude il cineforum di questo anno, arrivederci al 2008 (chissà quando???).
- Warning: Divide by zero.
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Crediti foto: Cappella Sistina by Feuillu
Technorati tag: Will Hunting, Genio ribelle, Cappella Sistina, cinema, film, recensioni
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