I matematici di tutti i tempi hanno lavorato a lungo per modellizzare fenomeni reali. Solo Hari Seldon, con l’uso della psicostoriografia, è riuscito a creare il modello perfetto: un modello con il quale è possibile predire azioni e reazioni delle masse. Ma tale studio lo porterà , a breve, a una tremenda predizione: l’Impero Galattico sta per decadere. A questo crollo seguiranno almeno trentamila anni di guerre e caos nell’Universo. L’unica cosa da fare è cercare di limitare questo periodo tremendo a soli mille anni. Per mettere in atto il “Piano Seldon” gli scienziati fisici e chimici vengono inviati sul pianeta Terminus, all’estremità  dell’universo conosciuto dove nacque la Prima Fondazione. La Seconda, composta da scienziati di altri campi, come la psicologia e la sociologia, fu creata in luogo sconosciuto.

Copertina della Trilogia della Fondazione È questo il punto di partenza della Trilogia della Fondazione (composta da Prima Fondazione, Fondazione e Impero, Seconda Fondazione) di Isaac Asimov, il must di tutte le saghe fantascientifiche, un po’ come lo “Star Wars dei libri”. Un libro (anzi tre) che colpisce e stupisce. Stupisce per l’originalità di molte trovate, come il Piano Seldon. Colpisce per i continui cambi di tipologia narrativa: prima è un romanzo, poi un thriller psicologico. Stupisce per come riesce a introdurre sempre nuovi personaggi senza bisogno di presentarli. Colpisce per come Asimov riesce a immettere personaggi normali, con problemi normali, in un mondo fantastico.

Già  a partire da questo primo episodio Isaac Asimov ci mostra una fantascienza diversa da quella a cui siamo oggi abituati: una fantascienza senza alieni, senza epiche battaglie intergalattiche, senza misteriose forze sovrannaturali. Ognuna delle numerose avventure che vedranno protagonista la Fondazione toccherà  problemi assolutamente conosciuti anche alla nostra realtà  quotidiana: religione, mercato, politica, diplomazia sono i temi che Asimov utilizza per dipingere il futuro della storia dell’umanità . [fonte]

Quando ho finalmente letto il finale sono rimasto 10 minuti in silenzio a pensare “Era ovvio, perché non ci ho pensato prima? Asimov è un genio!”. La tentazione di rileggerlo da capo era forte, se non fosse che ho già cominciato il nuovo arrivato.

Insomma, un libro che i fan della fantascienza devono aver letto, ma io mi sento proprio di consigliarlo a tutti. Ora che l’ho finito ho messo il libro fra 1984 di George Orwell e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Non so se mi spiego che onore.

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