il (b)log da bere tutto in un sorso

Archivio del mese Febbraio 2008

Stamane squilla il cellulare e leggo “R.T.”, che sta per Rappresentante Toshiba. Contento come un bambino la mattina di Natale mentre scarta i regali rispondo.

R.T.: Ciao Vincenzo. Stamane ho chiamato il mio amico dell’assistenza. Mi ha informato che il problema era la scheda madre.
Io: Davvero? [Ma l'hanno controllato o hanno detto "sostituiamo la scheda madre così ci azzecchiamo nel 90% dei casi?] Cavolo…
R.T.: Eh si. Però è sorto un problema.
Io: [Oh mio Dio! È esploso durante il viaggio] Tipo?
R.T.: Tipo che l’hanno mandato all’assistenza centrale a Milano perché qui non avevano gli strumenti per cambiare la scheda. Anche quelli di Milano stanno avendo problemi perché il tuo modello è fuori produzione da un annetto e non hanno pezzi di ricambio. Insomma, si stanno facendo mandare il pezzo dalla Toshiba Europe, in Germania. Ci vorrà un altra settimana/dieci giorni.
Io: C-O-S-A???

Insomma… Mi sto mordendo le mani perché non mi sono deciso a comprarmi prima l’eee Pc. Mi ero interessato a questo eee prima che se ne parlasse ampiamente nella blogosfera, ma mi dicevo sempre “Lascia perdere? A che ti serve concretamente?” Beh, ora lo so a che può servire. Un ottimo sostituto in questi casi. Dopo la telefonata ho aperto eprice per fare subito l’acquisto ma ovviamente li hanno finiti. Immensa tristezza…

Nel delirio dovuto all’assenza del portatile ho rimesso a nuovo il fisso, ho riscoperto la bellezza di una sana lettura prima di andare a letto e aperto Divide by zero - Mini.

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ipodEstratto di un dialogo avuto 10 minuti fa1

Tizio: Guarda,Vik, mi sono comprato l’iPod!
Io: Come? Ma non dicevi che si trattava di un gadget troppo alla moda2 per te?
Tizio: Si, è vero. Ma l’iPod è l’unico lettore mp3 che io conosca compatibile con last.fm, per cui…

Adesso si esagera3!

- Warning: Divide by 2.0.

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Crediti immagine: ipod by Oliver Lavery

  1. Questo si che è live blogging! Torna su
  2. Il tizio in questione si professa un anarchico/alternativo. Torna su
  3. Era un po’ che non scrivevo una sana stronzata su questo blog. Torna su
  4. No, non c’è una quarta nota. E che cacchio! Torna su

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Touchpad Ieri ritorno da uno scritto (andato male) e trovo una sorpresina: il touchpad del mio portatile fa le bizze. In realtà si tratta di un problema di alimentazione perché, nel caso il portatile sia alimentato a batteria, tutto funziona alla perfezione, appena lo attacco all’alimentazione (con o senza batteria) il touchpad risponde male. Praticamente inutilizzabile.

In questa “piccola” sfortuna ho avuto una “grossa” fortuna: la garanzia del mio Toshiba Tecra A5-148 (non credo che nessuno di vuoi conosca questo modello) scade il 28 Marzo. Per cui ho immediatamente chiamato il rappresentante Toshiba da cui ho acquistato il portatile che sta mattina è venuto a prenderlo per inviarlo all’assistenza.

È la seconda volta che questo pc parte verso l’assistenza Toshiba: nella scorsa occasione ci vollero appena 5 giorni perché tornasse al leggitimo proprietario. Speriamo mi stupiscano positivamente anche ora…

Dopo poche ore senza portatile mi sento già come se mi mancasse un braccio (esagerato?). Tutto sto rigiro di parole per dirvi che sarò blog-assente a tempo indeterminato.

- Warning: Divide by zero.

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Crediti foto: touchpad by ajschu

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[image]ubuntu per tutti by ViKCon questa guida vi accompagno passo passo nella creazione di un PC virtuale in Ubuntu. La domanda che sorge spontanea è: perché dovrei installare un pc virtuale? Possono esserci vari motivi, ad esempio:

  1. Nel mio caso volevo provare un altro Sistema Operativo, ovvero Xubuntu. Quindi, invece di installarlo sul mio PC lo faccio su un PC virtuale e quando non mi serve più cancello la macchina virtuale.
  2. Avete Ubuntu ma non potete fare a meno di un certo programmino che esiste solo per i sistemi Microsoft. Bene: o continuate con il Dual-Boot oppure lanciate Windows da Ubuntu solo quando vi serve!
  3. Volete installare un altro S.O. ma sul vostro hard disk sono presenti già 4 partizioni primarie: non potete farne altre. Bene, sappiate che Virtualbox non crea nessuna nuova partizione…

Per chi avesse Ubuntu 7.04 (Feisty Fawn) può usare quest’altra guida, per Gutsy Gibbon rimanete qui! :)

Fase 1/2: installare il PC virtuale

Passo 1: installare Virtualbox

Assicuriamoci di aver attivato tutte le sorgenti software: Sistema > Amministrazione > Sorgenti software a spuntiamo tutte le voci.

[image] Attivare tutte le sorgenti software
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Infine priamo il terminale (Applicazioni > Accessori > Terminale) e digitiamo:

sudo apt-get install virtualbox

Passo 2: configurare i permessi

Per il suo funzionamento Virtualbox crea una periferica in posizione /dev/vbox. Perché la macchina virtuale possa funzionare il nostro utente deve aver i diritti di scrittura sulla perfirerica appena citata. Lanciamo Sistema > Amministrazione > Utenti e gruppi, quindi clicchiamo su Gestione gruppi. Cerchiamo nella lista il gruppo vboxusers e clicchiamo su Proprietà, da qui spuntiamo il campo accanto al nostro utente (non root!) e confermiamo.

[image] Configurazione utenti

Passo 3: creiamo la macchina

Lanciamo Virtualbox da Applicazioni > Strumenti di sistema. Come si può vedere Virtualbox ha un interfaccia gradevole e intutiva. Clicchiamo su Nuova.

[image]Il primo lancio di Virtualbox
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Passo 4: scegliere nome e tipo

Scegliamo il nome della macchina virtuale e il tipo di Sistema Operativo. La possibili scelte comprendono tutte le versioni di Windows, Linux dal kernel 2.2 all’attuale 2.6, DOS (storico!), Free e OpenBSD, Solaris e altri ancora.

[image] Scegliere il nome e il tipo
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Passo 3: ram virtuale

Ora dobbiamo scegliere quanta RAM dedicare alla macchina virtuale. È sconsigliato dedicare alla VM più della metà del totale della memoria della nostra macchina (reale).

[image] Scegliere la dimensione della RAM
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Passo 4: hard disk virtuale

Creiamo un hard disk dedicato alla VM: se è la prima volta che usiamo Virtualbox clicchiamo su Nuovo.

[image] Crere un HD virtuale
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Passo 5: selezionare il tipo di hard disk

A questo punto dobbiamo scegliere se l’hd virtuale debba avere una dimensione fissa oppure ad espansione dinamica. Nel secondo caso l’hd occuperà pochissimo spazio, all’inizio, che andrà a crescere con l’uso fino a raggiungere una soglia massima da noi impostata (al prossimo passo). Comunque sia, io ho scelto una dimensione fissa.

[image] Scegliere il tipo dell’HD
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Passo 6: impostare la dimensione dell’hard disk

Scegliamo la dimensione dell’hard disk virtuale. La scelta varia in base al Sistema Operativo che pensate di installare: Windows XP ha bisogno di almeno 4 GB, 6 sono consigliabili. Per Ubuntu/Kubutnu sono sufficienti sempre 4, per Xubuntu ne bastano 2.

[image] Dimensione dell’HD
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A questo punto la macchina virtuale è pronta, ma come ogni PC ha bisogno di un Sistema Operativo per funzionare!

Fase 2/2: installare il Sistema Operativo

Passo 7: il tasto Host

Questo passaggio è importantissimo! Prima di far partire la macchina bisogna sapere che, una volta partita, la tastiera viene “rubata” dalla VM: tutte le combinazioni di tasti che premiamo non avranno effetto sul nostro desktop ma all’interno della VM. Il mouse, invece, sarà libero finché non clicchiamo per la prima volta all’interno della finestra della VM in esecuzione. Per poter “liberare” mouse e tastiera bisogna premere il tasto Host, di default il tasto Ctrl destro della tastiera (reale). Dato che la maggior parte dei portatili compatti non hanno questo tasto andiamo a selezionarne un altro, stando attenti a non selezionare un tasto che ci serva nella VM. Andiamo su File > Impostazioni > Input e scegliamo il tasto Host che più ci aggrada. Ecco alcune scorciatoie da tastiera importanti: Host libera mouse e tastiera (insisto!), Host+P mette in pausa la VM, Host+R riavvia la VM, Host+Canc funziona come se avessimo premuto Ctrl+Alt+Canc dalla tastiera virtuale.

[image] Scegliere il tasto Host
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Passo 8: la rete

Andiamo sul menù Macchina > Impostazioni > Rete. Assicuriamoci che una o più reti virtuali siano attive e con la spunta accanto a Cavo connesso.

Passo 9: cartelle condivise

Per condividere file fra il nostro sistema virtuale e quello reale scegliamo la voce Cartelle condivise e selezionamo quale cartella la VM possa utilizzare (in sola lettura nel 90% dei casi).

Passo 10: la fonte dell’installazione

Manca solo da segnaliare a Virtualbox la fonte per installare il Sistema Operativo. Andiamo alla voce CD/DVD-ROM e scegliamo “Monta lettre CD/DVD-ROM”. Possiamo scegliere se consegnare alla VM il nostro vero lettore o utilizzare una ISO, come nel mio caso.

[image] Fonte dell’installazione
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Fine

Bene non manca nulla… Ah, già bisogna avviare la macchina :) Allora, buon divertimento!

Sono rimasto stupito dalle prestazioni di Virtualbox, installare Xubuntu ha richiesto poco più di 15 minuti. Ecco un ultimo screenshot: Virtualbox in azione!

[image] Xubuntu in istallazione nella Virtualbox
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- Warning: Divide by zero.

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Un mio amico che insegna alle medie mi ha detto di aver usato questa “lavagna magica” per insegnare la fisica e la matematica a 3 ragazzini che abitano in un paese sperduto della Sardegna, ragazzini impossibilitati a raggiungere la più vicina scuola.

A parte il fattore educativo, io dico: lo voglio!!! Voi no?

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Questo blog nasce dalla mia passione per l'informatica, nonché la mia materia di studio. Troverete anche articoli riguardanti altri argomenti: cinema (con alcuni miei amici teniamo un cineforum), fotografia, fatti universitari...
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