il (b)log da bere tutto in un sorso

Archivio del mese Settembre 2008

Ubuntu per tutti by vikIl vostro PC Ubuntu sta scaricando centinaia di aggiornamenti. Ci vuole parecchio. Per controllare che abbia finito o attraversate tutta la casa oppure, se siete pigri come me, lo fate comodamente dal vostro portatile Windows1.

1. Configurare il desktop remoto su Ubuntu

Per prima cosa è necessario attivare l’accesso remoto sulla macchina Ubuntu. Andate su Sistema > Preferenze > Desktop Remoto.

Abilitate tutte le voci tranne Richiedere conferma, altrimenti sarete costretti comunque ad accedere fisicamente alla macchina Ubuntu per acconsentire o rifiutare l’accesso remoto. Impostate una password sicura per l’accesso, una password molto sicura se il vostro PC Ubuntu possiede un IP pubblico.

2. Configurare l’accesso da Windows

Per Windows XP e Vista esiste un comodissimo tool che si chiama VNC Viewer. Una volta scaricato non c’è bisogno nemmeno di installarlo, è sufficiente far partire l’applicazione.

Per prima cosa andate sulle impostazioni e aumentate la qualità con cui visualizzare il desktop remoto: cliccate su Options e per Colour Level scegliete Full. Quindi dal tab Load / Save salvate queste preferenze.

Ora è il momento di inserire l’indirizzo IP della macchina Ubuntu2 e scegliete OK.

vnc-viewer-01

Manca solo di inserire la password che avete impostato precendentemente per l’accesso al desktop remoto e il gioco è fatto!

vnc-viewer-02

Il risultato finale varia in base alla risoluzione del desktop di Ubuntu e quella di Windows. Se la risoluzione di Ubuntu è superiore avrete qualcosa del genere:

vnc-viewer-03

Nota: Se sul desktop Ubuntu sono attivi gli Effetti visivi (Compiz) l’accesso remoto accuserà forti delay.

1. In realtà si può fare facilmente anche attraverso una altra macchina Ubuntu, digitando da terminale vncviewer NOMEPCUBUNTU:0 [^]
2. Se non conoscete l’indirizzo IP del PC Ubuntu aprite il terminale e digitate il comando ifconfing [^]

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Oggi 22 settembre, su NBC andranno in onda i primi due episodi della terza stagione di Heroes: Villains (lista episodi).

Non so voi, ma per me l’attesa si sta facendo trepidante! Non vedo l’ora di andare al Level 5…

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Si raccomanda che Lei ricomincia il Suo computer per Acer eNet Management per propriamente funzionare

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Ringraziando i traduttori automatici.

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Christopher Tolkien, terzogenito di J.R.R. Tolkien, nominato dal padre stesso suo esecutore letterario, ha ereditato una grande fortuna. Sia in senso letterario, sia in senso economico.  All’uscita de I figli di Húrin ho iniziato a pensare che Christopher stesse iniziando a speculare su questa eredità.

I figli di Húrin

I figli di Húrin, copertina

Nonostante ciò non sono riuscito a resistere alla tentazione di acquistare questo romanzo inedito. Presto mi sono dovuto ricredere: sia nella prefazione che nell’appendice Christopher Tolkien chiarisce il perché I figli di Húrin siano stati pubblicati come romanzo a se stante. Questa storia, infatti, rappresenta una delle preferite di Tolkien stesso e una delle più complete fra le tantissime che egli ha scritto. Ciò l’ha resa appetibile come romanzo comprensibile da tutti, senza per forza aver sfogliato un papiro come il Silmarillion.

Ma passiamo al libro. La narrazione è più “difficile” rispetto al Signore degli Anelli o a Lo Hobbit, sembra quasi di leggere un poema piuttosto che un romanzo (in principio così era il manoscritto). Inoltre mancano le lunghe descrizioni paesaggistiche tipiche della trilogia dell’anello. Ma, in tutto questo, quello che mi ha colpito di più è la tristezza di questa storia: anche Frodo e i suoi compagni si trovano spesso in situazioni disperate, eppure c’è sempre una speranza di fondo. Ne I figli di Húrin no! La storia è veramente tragica e il finale mi ha spezzato il cuore. D’altra parte, mi è venuta nuovamente voglia di leggere il Signore degli Anelli (sarebbe la sesta volta).

Insomma, assolutamente consigliato ai Tolkiani, meno a chi ancora si deve cimentare nel suo capolavoro assoluto o ne Lo Hobbit.

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Dopo il famoso messaggio della Vodafone che dichiarava la fine dei miei buoni rapporti con quell’operatore, ecco arrivarne una altro da parte della Wind:

Wap/i-mode/Wind No Limit è prorogata a tempo indeterminato! Dal 17/11 varrà SOLO per il traffico WAP. Per disattivarla invia WIND NO LIMIT NO al 4533. Info al 158.

Siccome l’offerta WIND NO LIMIT era l’unica che trovavo conveniente per la connessione dati per il mio smartphone, ho svolto subito una ricerca su Google per svelare l’arcano. La realtà è che dovrò dire “addio WIND NO LIMIT” :(

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Kung Fu Panda

In Kung Fu Panda la Dreamworks ha tolto un po’ di risate per metterci un po’ di storia e una morale non banale. Insomma, il tentativo era quello di fare un salto di qualità, un primo film “serio”. Tentativo riuscito a pieno. Non più una comicità stupida come quella di Madasgar. Lo sforzo della Dreamworks si apprezza non solo nello spessore caratteriale (ed espressivo) di alcuni personaggi, ma anche negli ambienti molto curati e studiati. Ma… C’è un ma. Il film non è nemmeno lontanamente paragonabile ad un capolavoro come Ratatouille della Pixar. Si perché la storia è ancora parecchio prevedibile, qualcosa puzza un po’ troppo di Disney. Questo non toglie che è un film assolutamente da guardare, vi innamorerete di Po e della sua storia, di quel povero Panda destinato a fare spaghetti per tutta la vita. Memorabile il dialogo fra i due maestri di Kung Fu sotto il Pesco. Un plauso alla Dreamworks, ma hanno ancora molto da lavorare.

Unica pecca: doppiaggio terrificante, Fabio Volo non è all’altezza di Jack Black, mentre il doppiatore del cattivone di turno (non voglio sapere chi è) è ridicolo.

Ah! Non dimenticatevi di aspettare la fine dei titoli di coda, anche se la scena dura pochi secondi.

[Off-Topic] Roba da smanettoni? [/Off-Topic]

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Questo blog nasce dalla mia passione per l'informatica, nonché la mia materia di studio. Troverete anche articoli riguardanti altri argomenti: cinema (con alcuni miei amici teniamo un cineforum), fotografia, fatti universitari...
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