il (b)log da bere tutto in un sorso

Categoria: tutorial

Ubuntu per tutti by vikIl vostro PC Ubuntu sta scaricando centinaia di aggiornamenti. Ci vuole parecchio. Per controllare che abbia finito o attraversate tutta la casa oppure, se siete pigri come me, lo fate comodamente dal vostro portatile Windows1.

1. Configurare il desktop remoto su Ubuntu

Per prima cosa è necessario attivare l’accesso remoto sulla macchina Ubuntu. Andate su Sistema > Preferenze > Desktop Remoto.

Abilitate tutte le voci tranne Richiedere conferma, altrimenti sarete costretti comunque ad accedere fisicamente alla macchina Ubuntu per acconsentire o rifiutare l’accesso remoto. Impostate una password sicura per l’accesso, una password molto sicura se il vostro PC Ubuntu possiede un IP pubblico.

2. Configurare l’accesso da Windows

Per Windows XP e Vista esiste un comodissimo tool che si chiama VNC Viewer. Una volta scaricato non c’è bisogno nemmeno di installarlo, è sufficiente far partire l’applicazione.

Per prima cosa andate sulle impostazioni e aumentate la qualità con cui visualizzare il desktop remoto: cliccate su Options e per Colour Level scegliete Full. Quindi dal tab Load / Save salvate queste preferenze.

Ora è il momento di inserire l’indirizzo IP della macchina Ubuntu2 e scegliete OK.

vnc-viewer-01

Manca solo di inserire la password che avete impostato precendentemente per l’accesso al desktop remoto e il gioco è fatto!

vnc-viewer-02

Il risultato finale varia in base alla risoluzione del desktop di Ubuntu e quella di Windows. Se la risoluzione di Ubuntu è superiore avrete qualcosa del genere:

vnc-viewer-03

Nota: Se sul desktop Ubuntu sono attivi gli Effetti visivi (Compiz) l’accesso remoto accuserà forti delay.

1. In realtà si può fare facilmente anche attraverso una altra macchina Ubuntu, digitando da terminale vncviewer NOMEPCUBUNTU:0 [^]
2. Se non conoscete l’indirizzo IP del PC Ubuntu aprite il terminale e digitate il comando ifconfing [^]

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Piccola nota: questo articolo l’avevo scritto più di un mesetto fa, ma si era disperso fra le bozze di Windows Live Writer…

Fondamentalmente esistono 2 modi di leggere la posta del nostro account GMail da smartphone: accedere a gmail.com direttamente dal browser dello smartphone oppure scaricare l’apposita applicazione scritta da Google. Quest’ultima, però, risulta molto lenta sul Samsung sgh i600 in quanto implementata in Java. Per cui la cosa migliore da fare è configurare il “client di posta” del blackjack per scaricare la posta usando il protocollo IMAP. Ecco come fare:

1. Andare su Messaggi, Menu > Strumenti (8) > Cambia account (1) e quindi selezionare Nuovo account e-mail...

2. Inserire il propio utente di Gmail comprensivo di @gmail.com e deselezionare Prova impostazione automatica da Internet, quindi Avanti

gmail-imap-sgh-i600

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 2

3. Selezionare Posta elettronica via Internet premendo il tasto destra, quindi Avanti

gmail-imap-sgh-i600 (1)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 3

4. Nome: digitare il proprio nome e cognome; Nome visualizzato: inserire un nome che identifichi l’account, ad esempio Gmail IMAP, quindi Avanti

gmail-imap-sgh-i600 (2)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 4

5. Server di posta in arrivo: imap.gmail.com; Tipo di account: selezionare IMAP4 premendo il tasto destra, quindi Avanti

gmail-imap-sgh-i600 (3)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 5

6. Inserire nuovamente il propio utente di Gmail sempre comprensivo di @gmail.com e password. Selezionare Salva password se non si desidera inserirla ogni volta che si controlla la posta, quindi Avanti

gmail-imap-sgh-i600 (4)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 6

7. Server in uscita (SMTP): smtp.gmail.com ; selezionare sia Autenticazoine per server posta in uscita che Usa nome utente e password di invio ; quindi scegliere Impost. avanzate server

gmail-imap-sgh-i600 (5)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 7

8. Selezionare sia Richiedi SSL per posta in arrivo che Richiedi SSL per posta in uscita ; quindi OK e poi Avanti

gmail-imap-sgh-i600 (6)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 8

9. Selezionare secondo le proprie preferenze e in base al tipo di connessione dati di cui si è in possesso, la frequenza con cui inviare/ricevere automaticamente la posta. Io preferisco effettuare questa operazione manualmente.

gmail-imap-sgh-i600 (7)

Gmail - Samsung sgh i600 - passo 9

A questo punto ci sono le ultime impostazioni da configurare secondo le proprie preferenze: una volta aperto Gmail IMAP4 andare su Menu > Strumenti (6) > Opzioni (3).

Buona posta a tutti!

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Avendo a disposizione più di 6 GB di spazio di archiviazione in GMail, spesso non cancelliamo la mail inutili. In questo modo diventa sempre più difficile effettuare ricerche nelle migliaia di mail presenti nella nostra casella di posta.

gmail-search

Ecco elencati alcuni trucchi per effettuare ricerche all’interno di GMail.

1. Cercare mail il cui mittente è (ad esempio) Mario Rossi:

from: Mario Rossi

2. Cercare mail il cui destinatario è (ad esempio) Marco Bianchi:

to: Marco Bianchi

3. Cercare mail il cui oggetto contiene la parola (ad esempio) mare:

subject: mare

4. Cercare solo nelle mail ancora da leggere:

is:unread

5. Cercare solo nelle mail già lette:

is:read

6. Cercare solo nelle mail contenute nell’etichetta la-mia-etichetta:

in:la-mia-etichetta

7. Cercare solo nel cestino:

in:trash

8. Cercare solo nelle mail contrassegnate come spam:

in:spam

9. Cercare ovunque (compreso Cestino e Spam):

in:anywhere

10. Cercare solo mail che hanno un allegato:

has:attachment

12. Cercare tutte le mail ricevute dopo una certa data, ad esempio, dopo il 30/11/2008:

after:2008/11/30

13. Cercare tutte le mail ricevute prima di una certa data, ad esempio, prima del 30/11/2008:

before:2008/11/30

14. Cercare email che contengono esattamente la frase Oggi andiamo al mare:

"Oggi andiamo al mare"

15. Eliminare dai risultati della ricerca tutte la mail che contengono la parola iPhone:

la tua ricerca -iPhone

16. Combinare più ricerche con gli operatori logici AND e OR. Ad esempio, cercare tutte le mail ricevute oppure inviate da Nicola Verdi che hanno un allegato:

(from:Nicola Verdi) OR (to:Nicola Verdi) has:attachment

Qualcuno conosce altri “trucchi”?

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Bene, visto che oggi non ho molto voglia di studiare ne approfitto per scrivere questo articolo veloce veloce.

Feed IconA partire da una base di dati

Non so se vi è mai capitato di dover generare un feed RSS/Atom i cui contenuti sono a loro volta generati a partire da una base di dati. In questo caso ci viene in contro l’ottimo PHP Universal Feed Generator (che nome pomposo!): l’esempio d’uso presente nella pagina che ho linkato la dice lunga sulla semplicità e le potenzialità di queste classi PHP.

A partire da una qualsiasi pagina presente nel web

Nel caso in cui vogliate generare un Feed a partire da una qualsiasi pagina web i cui contenuti non gestite voi o comunque, per un motivo o per l’altro, non potete usare un generatore in PHP, le cose si complicano un pochino. È possibile utilizzare alcuni tool online.

FeedYes

FeedYes vi permette di far ciò con un procedimento veramente semplice, il servizio riesce a identificare senza troppe difficoltà i singoli elementi che diventeranno le entry del feed. Unico difetto: il servizio costa circa 25 $ all’anno!

Feed 43

Feed 43 (poi, perché proprio 43?), invece, necessita di alcuni passaggi di configurazione per il riconoscimento delle singole entry. Da una parte questo ci permette una maggiore precisione, dall’altra, nel caso il codice HTML sia mal strutturato, non riusciremo ad avere lo stesso risultato ottenuto con FeedYes. D’altro canto Feed 43 ha 2 tipi di account: uno di questi è completamente gratuito, la controindicazione è che in ogni elemento del Feed apparirà “Delivered by Feed 43″.

In ogni caso vi suggerisco di controllare che i Feed siano validi tramite Feed Validator e poi di renderli compatibili con qualsiasi browser o dispositivo tramite FeedBurner.

Qualcuno conosce altri generatori migliori di questi?

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Mustek 1200CPIn questa settimana di no-notebook mi sono dedicato a rimettere ordine le mie cose (qualcuno gridava al miracolo). È così che riscopro un piccolo museo delle anticaglie da cui estraggo il mio primo scanner, un Mustek 1200CP. Dopo averlo ripulito dai diversi strati di polvere che lo ricoprivano mi trovo davanti al fatto che su Windows XP non ha nessuna intenzione di funzionare. Ho, quindi, tentato di farlo lavorare su Ubuntu e, contro ogni mia aspettativa, ci sono riuscito! ;-) Anzi, è stato ancora più facile di quello che pensavo.

Per prima cosa scarichiamo i file del progetto SANE (Scanner Access Now Easy), digitando da terminale:

sudo apt-get install sane sane-utils

e quindi controlliamo che il nostro scanner sia rilevato:

sane-find-scanner -p

Se nel testo che compare nel terminale è presente il seguente,

# Your Mustek parallel port scanner was detected.  It may or
# may not be supported by SANE.  Please read the sane-mustek_pp
# man-page for setup instructions.

significa che lo scanner è stato riconosciuto, bisogna svolgere solo due piccoli passaggi per configurare SANE correttamente. Primo: modifichiamo il file dll.conf:

sudo gedit /etc/sane.d/dll.conf

in cui cercheremo la riga contenente mustek_pp ed eliminiamo il carattere #, quindi salviamo e chiudiamo. Infine bisogna informare SANE del modello del nostro scanner:

sudo gedit /etc/sane.d/mustek_pp.conf

scorriamo fino in fondo al file ed eliminiamo il carattere # antecedente la riga del nostro modello, nel mio caso scanner Mustek-1200CP 0x378 cis1200.

A questo punto è sufficiente lanciare Gimp (Applicazioni > Grafica > GIMP) e dal menù File scegliamo Acquisizione > XSane > Device Dialog. Si aprirà la finestra di dialogo per effettuare le scansioni: ecco come appare nel mio disordinato desktop:

[image] Mustek 1200CP e Gimp
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Sono quasi commosso… :)
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Ieri il mio Creative MuVo TX mi ha mostrato, all’accensione, un inquietante scritta: No music, nonostante musica ce ne fosse. L’unica cosa da fare è reinstallare il firmware. Vediamo come fare.

Prerequisiti

Il tool della Creative per resettare il firmware del MuVo funziona soltanto in ambiente Windows XP con Service Pack 2. Potete scaricarlo da qui. Non provate nemmeno il “Recovery Tool”: è utile solo nel caso in cui non sappiate il modello del vostro lettore, ma di solito è scritto sul lettore stesso.

Installare il firmware

Attaccate il lettore mp3 al vostro pc e assicuratevi che sia stato riconosciuto normalmente. Se ciò non accade, passate al punto successivo. Quindi, lanciate l’eseguibile appena scaricato.

Scanning for MuVo

Attendete con pazienza che il tool riconosca il vostro lettore, può volerci qualche minuto. Incrociate le dite: se tutto va a buon fine, il MuVo sarà come nuovo. A me non è andata così: il programma si è bloccato durante l’installazione del nuovo firmware. Se vi trovate anche voi in questa situazione non preoccupatevi, non tutto è perduto.

Player Recovery Device

Staccate il lettore, riavviate il pc e riattaccatelo. A questo punto Windows non dovrebbe riconoscere il MuVo, in quanto il firmware è stato cancellato. Automaticamente si avvia la procedura guidata per installare la periferica sconosciuta. Selezionate l’opzione “Installa da un elenco o percorso specifico (per utenti esperti)” e cliccate su Avanti.

Installa da elenco

A questo punto selezionate “Non effettuare la ricerca. La scelta del driver da installare verrà effettuate manualmente” e ancora su avanti.

Non effettuare la ricerca

Ora vi dovreste scegliere il driver più adatto, ma, in realtà, ci dovrebbe essere un unica scelta possibile. In ogni caso selezionate Player Recovery Device. Ancora su Avanti.

Player Recovery Device

Ora avete installato un fantomaico lettore mp3 in modalità “ripristino”. Non preoccupatevi se in Risorse del Computer non risulta esserci.

Secondo tentativo

A questo punto riproviamo a far partire il tool della Creative. Questa volta l’identificazione del lettore dovrebbe essere immediata. Ricordiamoci di attivare l’opzione Format Data Area.

Format data area

Incrociamo le dita per la seconda volta e speriamo che non appaia il seguente errore:

System error

Nel caso avvenga, c’è un ultimo tentativo da fare.

Terzo e ultimo tentativo

Andate su Start > Esegui, digitate msconfig e date Invio. Si aprirà un finestra con varie opzioni. Prima scegliete “Avvio selettivo”, quindi aprite il tab “Servizi”. Qui, fate check su “Nascondi tutti i servizi Microsoft”, cliccate su “Disabilita tutto”, date ok e riavviate il computer. Un consiglio: staccate anche la wirless o il cavo di rete perché avete appena disattivato anche l’antivirus, firewall e compagnia bella.

msconfig

A questo punto fate partire per la terza e ultima volta il tool della Crative. Nel mio caso è andata a buon fine e il mio Creative MuVo TX ha ricominciato a funzionare come se niente fosse. Ricordatevi di riabilitare i servizi bloccati precedentemente.

Certo che me la sono proprio gufata!

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Ieri ho trovato un regalino nella mia vecchia penna USB che non utilizzavo da anni: un simpatico virus, denominato Knight.exe, che la rendeva inutilizzabile. Ho lanciato Ubuntu, immune ai virus in formato exe e ho deciso di formattare la penna.

Knight.exe

A questo punto mi sono accorto di non aver mai formattato una periferica esterna con Linux! Dopo una breve ricerca con Google ho trovato un indicazione interessante: gparted. Si tratta di un applicazione molto simile a Partition Magic per Windows, che permette di gestire le proprie partizioni, sia dei nostri hard disk interni, sia delle periferiche esterne, come le penne USB.

Installiamo gparted usando Synaptic (Sistema > Amministrazione > Gestore pacchetti Synaptic) e quindi lanciamolo da Sistema > Amministrazione > Editor di partizioni.

gparted screenshot

Quello che avrete davanti è la situazione del vostro hard disk principale. Per scegliere la fatidica penna USB andate in alto a destra e dal menù a tendina selezionate (nel 99% dei casi) /dev/sdb.

dev sdb

Cliccate sul destro e smontate la penna (Smonta). Infine, cliccate ancora sul destro, scegliete Formatta come e quindi il filesytem che più vi aggrada.

Lista dei filesystem disponibili

Tutte le operazioni da voi richieste vengono messe in coda: confermate cliccando su Applica e chiudete il programma. Per verificare che tutto sia andato a buon fine staccate la penna dalla porta USB e reinseritela: dopo poco dovreste avere nuovamente l’icona sul desktop.

Ovviamente gparted può essere usato anche per altri scopi, come cambiare la dimensione di una partizione o simili.

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Ultimamente, nel mio vagabondaggio sul web, ho scoperto un nuovo header che va molto di moda e che mi piace molto. In pratica l’header contiene, in alto a destra, i link principali del sito. Un esempio è l’header del sito di Mozilla. Ho inoltre notato che l’ultimo urlo è l’uso del nero e dei grigi scuri.Spiando un po’ di CSS e con l’ausilio di alcune guide sono riuscito a riprodurre questa nuova moda. Il risultato finale è visibile qui sotto:

Preview
Clicca sull’immagine per ingrandire

Vediamo come si fa.

Passo 0: le regole di base

Ogni foglio di stile che si rispetti inizia con le seguenti regole:

body, html
{
	font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;
	font-size: 76%;
	border: 0;
	margin: 0;
	padding: 0;
	background-color: #ededed;
        /* Dopo vedremo perché questo colore  di sfondo */
	color:#000000;
}

Passo 1: header-conteiner

Costruiamo un contenitore dell’header in modo tale che il vero header sia al centro della finestra. E’ semplicissimo:

div#header-container
{
    background-color: #000000;
    /*Come sfondo ho scelto il nero */
    text-align: center;
    margin: 0;
}

Passo 2: header

Ora il vero header: lo disegneremo in modo tale che abbia una larghezza minima e una massima. Le regole fondamentali da usare in questo caso sono max-width e min-width. E’ risaputo che queste regole non sono rispettate da IE. Per risolvere a questo problema si usano (purtroppo) i controlli ActiveX di IE: ho utilizzato questa guida.

div#header
{
   min-width: 750px;
   max-width: 900px;
   /* max-width in IE */
   width:expression((document.body.clientWidth >= 900 ? "900px" :
        (document.body.clientWidth <= 750 ? "750px" :
         document.body.clientWidth + "px")));
   text-align: left;
   margin: 0 auto;
   padding: 0;
   border-left: solid 1px #666;
   border-right: solid 1px #666;
}

Ho utilizzato come larghezza minima 750 pixel (meno di così non mi ci sta più nulla!) e massima 900 pixel. I bordi a sinistra e a destra sono necessari per mostrare quali sono i limiti sinistro e destro del contenuto reale. L’uso di expression è di semplice comprensione: se la larghezza della finestra di IE (che ci viene restituita da document.body.clientWidth) è maggiore di 900 px allora imposterà la regola width a 900px, se è minore di 750 la imposterà appunto a 750, altrimenti se il valore è compreso fra 750 e 900, verrà usata la dimensione attuale della finestra. Purtroppo non ho modo di testare che questo controllo funzioni anche su IE 4 o 5.

Passo 3: il titolo

Ora dividiamo in 2 parti l’header. A sinistra mettiamolo il titolo e a destra, dopo, metteremo i link. Per il titolo ho preferito usare un immagine (anche se è sempre consigliato usare un tag <h1>) di dimensione 200×50 px, con un font casuale. Il testo è stato riempito con un gradient da #ededed (questo spiega il richiamo dello sfondo) a #cccccc.

Immagine usata come titolo

div#header_title
{
	padding-left: 27px;
	position:relative;
	float:left;
}
img { border:0; }

Passo 4: La barra di navigazione

Questa è la parte un po’ più difficile. Vogliamo che i link appaiano similmente a dei pulsanti, da destra verso sinistra. Per prima cosa creiamo il solito contenitore per posizionare la barra a destra.

div#header_nav
{
   position:relative; /* in realtà non necessario */
   float:right;
   width: 525px;
   margin: 0;
   padding: 0;
}

La larghezza fissa è 525px perché ogni “pulsante” lo imposteremo di dimensione 85px. Io nell’esempio ho 5 link, più margini interni e esterni che modificano la reale dimensione, si arriva a 525px. Per fare la barra si usa un elenco puntato:

div#header_nav ul
{
    display: block;
    margin: 0 auto 0 auto;
    padding: 0;
    list-style: none;
}

La regola display:block trasforma (detto male!) il nostro ul in un blocco, praticamente in un div. Ora inseriamo gli elementi li

div#header_nav li
{
   list-style: none;
   display: inline;
   margin: 0;
   padding: 0;
   text-align: right;
   font-size: 12px;
}

La regola display:inline fa si che i vari elementi dell’elenco sia visualizzati in orizzontale, uno accanto all’altro.

Passo 5: i link

Ora trasformiamo i “pulsanti” in veri link. Io ho scelto i seguenti colori:

  • Il link selezionato è rosso scuro(a.selected): #900020;
  • Al passaggio del mouse il link diventano color arancione(a:hover): #CC5500;
  • Un leggero bordo a sinistra di ogni “pulsante” ne facilità la distinzione.
div#header_nav li a {
    display: block;
    float: right;
    margin: 0;
    padding: 36px 9px 7px 9px;
    width: 85px;
    text-align: center;
    color: #fff;
    text-decoration: none;
    border-left: solid 1px #333;
}
div#header_nav li a:hover {
    background-color: #CC5500;
}
div#header_nav li a.selected {
    background-color: #900020;
}

Passo 6: clear-div

Purtroppo si rende necessario, a causa delle regole float:left e float:right, l’uso di un div vuoto con la regola clear:both.

.clear { clear:both; }

Non utilizzare questo div ha conseguenze catastrofiche sul risultato!

Ecco fatto! Qui c’è un esempio completo, con relativo foglio di stile. In un prossimo post vedremo anche come creare un corpo del sito adatto e un footer.

Segnalatemi problemi o errori (io l’ho provato con IE 6&7, Firefox 2, Opera e Safari per XP), soprattutto se qualcuno prova la pagina con IE datato (4 o 5) su cui ho forti dubbi sul corretto funzionamento.

- Warning: Divide by zero.

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Questo blog nasce dalla mia passione per l'informatica, nonché la mia materia di studio. Troverete anche articoli riguardanti altri argomenti: cinema (con alcuni miei amici teniamo un cineforum), fotografia, fatti universitari...
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