Quando questo articolo verrà pubblicato io sarò in viaggio per Firenze, evento che segna la fine ufficiale delle mie vacanze. In realtà, di vacanze vere (cioè senza studio e senza pensieri) ne ho fatte poche: 6 giorni in montagna a Mazzin di Fassa, un week-end di mare a La Spezia e un altro week-end a Marina di Castagneto (LI). Ripensandoci, non mi posso neanche lamentare più di tanto…
Questo digiuno prolungato da internet mi ha fatto capire diverse cose… In primis che i social network non mi sono mancati affatto. Anzi, il starne lontano ha giovato alla mia salute mentale! Sarò un network asociale? O sarà che preferisco di gran lunga quella socialità senza il net?
Similmente vale per il blog. Niente più ansia da numero di visitatori, niente più ricerca della cosa giusta da pubblicare al momento giusto, niente più rubriche che durano tre articoli e poi mi stufano… Non ho proprio la stoffa da blogger, e ne vado fiero.
Tornando alla vita reale, il 6 settembre ho l’esame di Ingegneria del Software. Sono abbastanza tranquillo ma… facciamo gli scongiuri!
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Il 4 luglio di un anno fa scrivevo il primo articolo su un blog tutto mio. Si trattava di una 




All’ultima frazione sono pochi punti sotto. Lorenzo ha alle spalle uno Strike, io uno Spare. È il suo turno. Strike. Maledizione. Ancora Strike. È Turkey per lui. Tiro successivo: ne butta giù 8. Vola a 130 punti. Non mi arrendo e vado al tiro: devo fare anch’io tre strike consecutivi per vincere. Il primo c’è. Anche il secondo. Incredibile. Devo farne un altro. Guardo la pista. Bacio la mia 11 kg. Silenzio intorno a me. Parte. Trattengo a stento un urlo. Un birillo rimane su. Mi devo accontentare del secondo posto.
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Arrivo alla stazione di La Spezia centrale per prendere il mio fantastico intercity destinazione vacanze e mi accorgo di non avere acqua con me. Poco male: c’è il bar. Peccato che non ho soldi liquidi e giustamente il bar non accetta ne carta ne bancomat. Molto irritato mi metto in cerca di uno sportello bancomat: nella stazione non c’è, il più vicino è a dieci minuti buoni (che, con la valigia e il caldo, diventano 15)… Siamo nella preistoria! Decido di andare sul binario: scelta sbagliata, tanto l’intercity si fa aspettare per 45 minuti in più data “la grande affluenza di viaggiatori nelle stazioni precedenti”. Alla fine del viaggio il ritardo accumulato sarà di quasi un ora. Ah! Ma sta volta mi faccio rimborsare il biglietto!!!
Questo blog nasce dalla mia passione per l'informatica, nonché la mia materia di studio.
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