Si dice che una volta il lavoro dei pompieri fosse quello di spegnere gli incendi, non di accenderli. Che assurdità! Le case sono sempre state ricoperte di materiale ignifugo.

Guy Montag di lavoro fa il pompiere, o meglio, il Milite del fuco. Quelli come lui hanno il semplice, quanto importante, compito di bruciare i libri. Nella caserma è appesa una lunga lista con tutta la letteratura fuori legge. Il peccato commesso da questi libri? La cultura ti rende diverso da chi il libro non l’ha letto, ti rende superiore, spezzando così il delicato equilibrio, la pace che si sono andati a formare nella società. Lo scopo di questa società è, dunque, quella di rendere tutti uguali, in modo tale che nessuno possa dire la sua, nessuno abbia una propria opinione (ricorda molto il motto di 1984 “l’ignoranza è forza”). C’è un popolo più semplice da governare di così? Un giorno, però Montang incontra una strana fanciulla di nome Clarisse, la quale, in un modo o nell’altro, lo costringe a guardarsi intorno finchè non gli chiede: “tu sei felice?”. Lui ne rimane quasi sconvolto. Da qui nasce la fuga di Montang da se stesso, o meglio, verso se stesso.
Il libro è bellissimo, si legge con una facilità impressionante e sopratutto impressiona. Infatti le armi usate per cancellare l’io delle persone le possiamo vedere già in atto: la fretta e la superficialità, ovvero la morte del dialogo; la tv e i falsi miti, ovvero la morte della possibilità di avere certezze nella vita. Il messaggio di Ray Bradbury è semplice: se vi tolgono la tradizione (ovvero il passato) non avrete mai un presente, e tanto meno un futuro.
Dunque Fahrenheit 451 è fortemente consigliato come lettura estiva! Come al solito vi rimando alla pagina di wikipedia (EN) sul libro in questione, e su webster.it nel caso vi interessi l’acquisto (cavolo, il prezzo di copertina è di 7.80 €).
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