il (b)log da bere tutto in un sorso

Mustek 1200CPIn questa settimana di no-notebook mi sono dedicato a rimettere ordine le mie cose (qualcuno gridava al miracolo). È così che riscopro un piccolo museo delle anticaglie da cui estraggo il mio primo scanner, un Mustek 1200CP. Dopo averlo ripulito dai diversi strati di polvere che lo ricoprivano mi trovo davanti al fatto che su Windows XP non ha nessuna intenzione di funzionare. Ho, quindi, tentato di farlo lavorare su Ubuntu e, contro ogni mia aspettativa, ci sono riuscito! ;-) Anzi, è stato ancora più facile di quello che pensavo.

Per prima cosa scarichiamo i file del progetto SANE (Scanner Access Now Easy), digitando da terminale:

sudo apt-get install sane sane-utils

e quindi controlliamo che il nostro scanner sia rilevato:

sane-find-scanner -p

Se nel testo che compare nel terminale è presente il seguente,

# Your Mustek parallel port scanner was detected.  It may or
# may not be supported by SANE.  Please read the sane-mustek_pp
# man-page for setup instructions.

significa che lo scanner è stato riconosciuto, bisogna svolgere solo due piccoli passaggi per configurare SANE correttamente. Primo: modifichiamo il file dll.conf:

sudo gedit /etc/sane.d/dll.conf

in cui cercheremo la riga contenente mustek_pp ed eliminiamo il carattere #, quindi salviamo e chiudiamo. Infine bisogna informare SANE del modello del nostro scanner:

sudo gedit /etc/sane.d/mustek_pp.conf

scorriamo fino in fondo al file ed eliminiamo il carattere # antecedente la riga del nostro modello, nel mio caso scanner Mustek-1200CP 0x378 cis1200.

A questo punto è sufficiente lanciare Gimp (Applicazioni > Grafica > GIMP) e dal menù File scegliamo Acquisizione > XSane > Device Dialog. Si aprirà la finestra di dialogo per effettuare le scansioni: ecco come appare nel mio disordinato desktop:

[image] Mustek 1200CP e Gimp
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Sono quasi commosso… :)
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[image]ubuntu per tutti by ViKCon questa guida vi accompagno passo passo nella creazione di un PC virtuale in Ubuntu. La domanda che sorge spontanea è: perché dovrei installare un pc virtuale? Possono esserci vari motivi, ad esempio:

  1. Nel mio caso volevo provare un altro Sistema Operativo, ovvero Xubuntu. Quindi, invece di installarlo sul mio PC lo faccio su un PC virtuale e quando non mi serve più cancello la macchina virtuale.
  2. Avete Ubuntu ma non potete fare a meno di un certo programmino che esiste solo per i sistemi Microsoft. Bene: o continuate con il Dual-Boot oppure lanciate Windows da Ubuntu solo quando vi serve!
  3. Volete installare un altro S.O. ma sul vostro hard disk sono presenti già 4 partizioni primarie: non potete farne altre. Bene, sappiate che Virtualbox non crea nessuna nuova partizione…

Per chi avesse Ubuntu 7.04 (Feisty Fawn) può usare quest’altra guida, per Gutsy Gibbon rimanete qui! :)

Fase 1/2: installare il PC virtuale

Passo 1: installare Virtualbox

Assicuriamoci di aver attivato tutte le sorgenti software: Sistema > Amministrazione > Sorgenti software a spuntiamo tutte le voci.

[image] Attivare tutte le sorgenti software
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Infine priamo il terminale (Applicazioni > Accessori > Terminale) e digitiamo:

sudo apt-get install virtualbox

Passo 2: configurare i permessi

Per il suo funzionamento Virtualbox crea una periferica in posizione /dev/vbox. Perché la macchina virtuale possa funzionare il nostro utente deve aver i diritti di scrittura sulla perfirerica appena citata. Lanciamo Sistema > Amministrazione > Utenti e gruppi, quindi clicchiamo su Gestione gruppi. Cerchiamo nella lista il gruppo vboxusers e clicchiamo su Proprietà, da qui spuntiamo il campo accanto al nostro utente (non root!) e confermiamo.

[image] Configurazione utenti

Passo 3: creiamo la macchina

Lanciamo Virtualbox da Applicazioni > Strumenti di sistema. Come si può vedere Virtualbox ha un interfaccia gradevole e intutiva. Clicchiamo su Nuova.

[image]Il primo lancio di Virtualbox
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Passo 4: scegliere nome e tipo

Scegliamo il nome della macchina virtuale e il tipo di Sistema Operativo. La possibili scelte comprendono tutte le versioni di Windows, Linux dal kernel 2.2 all’attuale 2.6, DOS (storico!), Free e OpenBSD, Solaris e altri ancora.

[image] Scegliere il nome e il tipo
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Passo 3: ram virtuale

Ora dobbiamo scegliere quanta RAM dedicare alla macchina virtuale. È sconsigliato dedicare alla VM più della metà del totale della memoria della nostra macchina (reale).

[image] Scegliere la dimensione della RAM
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Passo 4: hard disk virtuale

Creiamo un hard disk dedicato alla VM: se è la prima volta che usiamo Virtualbox clicchiamo su Nuovo.

[image] Crere un HD virtuale
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Passo 5: selezionare il tipo di hard disk

A questo punto dobbiamo scegliere se l’hd virtuale debba avere una dimensione fissa oppure ad espansione dinamica. Nel secondo caso l’hd occuperà pochissimo spazio, all’inizio, che andrà a crescere con l’uso fino a raggiungere una soglia massima da noi impostata (al prossimo passo). Comunque sia, io ho scelto una dimensione fissa.

[image] Scegliere il tipo dell’HD
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Passo 6: impostare la dimensione dell’hard disk

Scegliamo la dimensione dell’hard disk virtuale. La scelta varia in base al Sistema Operativo che pensate di installare: Windows XP ha bisogno di almeno 4 GB, 6 sono consigliabili. Per Ubuntu/Kubutnu sono sufficienti sempre 4, per Xubuntu ne bastano 2.

[image] Dimensione dell’HD
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A questo punto la macchina virtuale è pronta, ma come ogni PC ha bisogno di un Sistema Operativo per funzionare!

Fase 2/2: installare il Sistema Operativo

Passo 7: il tasto Host

Questo passaggio è importantissimo! Prima di far partire la macchina bisogna sapere che, una volta partita, la tastiera viene “rubata” dalla VM: tutte le combinazioni di tasti che premiamo non avranno effetto sul nostro desktop ma all’interno della VM. Il mouse, invece, sarà libero finché non clicchiamo per la prima volta all’interno della finestra della VM in esecuzione. Per poter “liberare” mouse e tastiera bisogna premere il tasto Host, di default il tasto Ctrl destro della tastiera (reale). Dato che la maggior parte dei portatili compatti non hanno questo tasto andiamo a selezionarne un altro, stando attenti a non selezionare un tasto che ci serva nella VM. Andiamo su File > Impostazioni > Input e scegliamo il tasto Host che più ci aggrada. Ecco alcune scorciatoie da tastiera importanti: Host libera mouse e tastiera (insisto!), Host+P mette in pausa la VM, Host+R riavvia la VM, Host+Canc funziona come se avessimo premuto Ctrl+Alt+Canc dalla tastiera virtuale.

[image] Scegliere il tasto Host
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Passo 8: la rete

Andiamo sul menù Macchina > Impostazioni > Rete. Assicuriamoci che una o più reti virtuali siano attive e con la spunta accanto a Cavo connesso.

Passo 9: cartelle condivise

Per condividere file fra il nostro sistema virtuale e quello reale scegliamo la voce Cartelle condivise e selezionamo quale cartella la VM possa utilizzare (in sola lettura nel 90% dei casi).

Passo 10: la fonte dell’installazione

Manca solo da segnaliare a Virtualbox la fonte per installare il Sistema Operativo. Andiamo alla voce CD/DVD-ROM e scegliamo “Monta lettre CD/DVD-ROM”. Possiamo scegliere se consegnare alla VM il nostro vero lettore o utilizzare una ISO, come nel mio caso.

[image] Fonte dell’installazione
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Fine

Bene non manca nulla… Ah, già bisogna avviare la macchina :) Allora, buon divertimento!

Sono rimasto stupito dalle prestazioni di Virtualbox, installare Xubuntu ha richiesto poco più di 15 minuti. Ecco un ultimo screenshot: Virtualbox in azione!

[image] Xubuntu in istallazione nella Virtualbox
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Ieri ho trovato un regalino nella mia vecchia penna USB che non utilizzavo da anni: un simpatico virus, denominato Knight.exe, che la rendeva inutilizzabile. Ho lanciato Ubuntu, immune ai virus in formato exe e ho deciso di formattare la penna.

Knight.exe

A questo punto mi sono accorto di non aver mai formattato una periferica esterna con Linux! Dopo una breve ricerca con Google ho trovato un indicazione interessante: gparted. Si tratta di un applicazione molto simile a Partition Magic per Windows, che permette di gestire le proprie partizioni, sia dei nostri hard disk interni, sia delle periferiche esterne, come le penne USB.

Installiamo gparted usando Synaptic (Sistema > Amministrazione > Gestore pacchetti Synaptic) e quindi lanciamolo da Sistema > Amministrazione > Editor di partizioni.

gparted screenshot

Quello che avrete davanti è la situazione del vostro hard disk principale. Per scegliere la fatidica penna USB andate in alto a destra e dal menù a tendina selezionate (nel 99% dei casi) /dev/sdb.

dev sdb

Cliccate sul destro e smontate la penna (Smonta). Infine, cliccate ancora sul destro, scegliete Formatta come e quindi il filesytem che più vi aggrada.

Lista dei filesystem disponibili

Tutte le operazioni da voi richieste vengono messe in coda: confermate cliccando su Applica e chiudete il programma. Per verificare che tutto sia andato a buon fine staccate la penna dalla porta USB e reinseritela: dopo poco dovreste avere nuovamente l’icona sul desktop.

Ovviamente gparted può essere usato anche per altri scopi, come cambiare la dimensione di una partizione o simili.

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Ieri sera, dato che non avevo molta voglia di studiare, ho rimesso mano alla mia Gutsy Gibbon, risolvendo 2 dei problemi che avevo riscontrato.

Problema flash player (risolto!)

Banalmente è bastato disistallare il player free e passare a quello propretario Adobe.

Problema con compiz (risolto!)

Grazie ai nuovi driver ATI che (finalmente) supportano AIGLX, non è più necessario installare XGL. Con questa guida non ho avuto nessun problema nell’installazione e configurazione del sistema grafico.

Problema con il bluetooth (qualche passo avanti ma…)

Per prima cosa ho scoperto perché il modulo bt scompare dal mio sistema linux: nel caso che la radio bt sia spenta da Windows allora sotto Ubuntu non viene rilevata. Deduco che la disattivazione comporti che la periferica non sia più alimentata, e quindi “scompare”. Comunque sia anche se il modulo bt viene rilevato ci sono ancora dei grossi problemi (in pratica non funzona):

  1. Il portatile rileva altre periferiche bt, come il mio cellulare,

    Rilevamento altre periferiche BT

    Ma nel caso tenti di connettermi mi viene sollevato questo errore (ancora non ho provato a cercare su google qualche informazione in più):

    Errore durante la connessione BT

  2. Viceversa, il cellulare si connette al pc

    Cellulare rilevato

    ma nel caso io tenti di inviare un file tramite BT dopo la connessione il pc non compare più nella lista dei dispositivi raggiungibili dal cellulare.

:(
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Questo è il mio primo post che scrivo da Gutsy Gibbon, ed è proprio l’argomento di cui tratta l’articolo1.

Download

Il mio caldo suggerimento è di scaricare la iso utilizzando un client Torrent, altrimenti è praticamente impossibile!

Intallazione (su un portatile Toshiba Tecra A5)

Dunque installo Ubuntu 7.10 ex-novo perché durante l’ultimo formattone, ho eliminato qualunque cosa fosse presente sul mio hard disk.

  1. Prima nota positiva. All’avvio della live quasi svengo: mi appare questo pop-up

    Toshiba battery recall pop-up

    clicco su “Visit recall website” e scopro che la Toshiba ritira gratuitamente le batterie di alcuni modelli con cui si sono presentati problemi di surriscaldamento. Per fortuna, il mio modello non è nell’elenco. A mio avviso questo è una nota positiva perché quando ho provato Vista non ho avuto nessun avviso del genere…

  2. Seconda nota positiva. Per andare sul sito della Toshiba ho usato la wirless, protetta da sistema WPA-SK. Gutsy Gibbon è la prima disto che mi permette di usare una connessione senza fili protetta con WPA senza dover configurare nulla. Ne sono rimasto veramente entusiasta!
  3. Prima nota negativa. Quando ho selezionato il fuso orario (Rome) ho notato qualcosa che non tornava:

    Orario sbagliato
    (clicca per ingrandire)

    l’orario è sbagliato, è ben 2 ore avanti, e questo mi pare un errore un po’ grave…

  4. Seconda nota negativa. All’80% dell’installazione (circa) mi è apparso questo errore:

    Impossibile accedere agli aggiornamenti di sicurezza

    L’informazione “Si dovrebbe verificare, in un secondo momento, che cosa è successo” mi ha fatto ridere sinceramente.

  5. Terza nota positiva. L’installazione è terminata in poco meno di 50 minuti. Un record!

Prime impressioni

  1. Nota (e basta). Avevo letto - con preoccupazione - che alcuni utenti si lamentavano che gli aggiornamenti automatici non funzionavano.

     update

    Problema che a me non si è verificato.

  2. Terza nota negativa. Ho avuto qualche problema con il flash player. Ho tentato di installare il player free: prima un errore,

     

    Errore tuxfamily.org
    (clicca per ingrandire)

    dopo ho riavviato e ritentato (in realtà l’errore non è imputabile a Ubuntu). L’installazione è andata a buon fine. Peccato che al posto dei video di youtube io veda dei quadrati grigi.

  3. Quarta nota positiva. Finalmente riconosciuto il mio modulo bluetooth integrato. Il bluetooth rileva gli altri dispositivi ma nel tentativo di inviare un qualsivoglia file emerge un errore (non sono riuscito a fare uno screenshot, al prossimo punto capirete perché).
  4. Quarta nota negativa. Al secondo avvio mi accorgo che nella barra in alto a destra manca l’icona del Bluetooth Manager. Ovvero: il bt è scomparso e con lui le mie speranze di usare il mio mouse bt… (almeno per ora).
  5. Quinta nota positiva. Funziona, con ottime prestazioni, l’Hibernate.
  6. Quinta nota negativa. Vado ad attivare gli effetti desktop e mi appare la seguente finestra:

    Desktop effect could not be enabled

    Non speravo che funzionasse al volo, ma avere qualche informazione in più sull’errore non mi sarebbe dispiaciuto :(

Conclusione

Fino a ieri pomeriggio volevo scrivere un post intitolato “complimenti alla Canonical”. Finché, a sera, dopo aver riavviato si è presentata la quarta nota negativa (visto che è un anno che non ho il bluetooth sotto linux). Comunque la seconda nota positiva rimane in tutto il suo splendore.

Scriverò altri post non appena avrò risolto uno dei vari problemi, magari spiegando come ho fatto.

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===
[1] Le immagini di questo post sono compresse con algoritmo PNG-8 a 256 colori, per risparmiare spazio e non rendere il caricamento della pagina eccessivamente lento.

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Per la felicità di grandi e piccini:

  • E’ arrivato il tanto atteso Ubuntu Gutsy Gibbon(7.10)!
  • E’ stata rilasciata la versione 2.0.0.8 di Firefox che, a quanto pare, risolve non pochi bug del la volpe di fuoco panda rosso (grazie al suggerimento di Gioxx, che mi ha praticamente sconvolto :D ).
  • Io ho raggiunto il record di 300 visite in un giorno (perché proprio ieri poi?)!!!

Mi sembra abbastanza!

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Prima di leggere questo post è importante sapere che io non sostengo ne Vista ne Ubuntu. Penso che siano due ottimi sistemi operativi. Mi è capitato di leggere questo post, intitolato “I 10 vantaggi di Ubuntu su Vista” e non ho resisto a rispondere passo passo alle ca**ate che dice… (lascio a persone più qualificate di me commenti tecnici, questi commenti sono fatti da uno che semplicemente usa sia Vista che Ubuntu)

Vista VS Ubuntu

1) Effetti visuali: l’autore del post si dichiara subito molto preso da questa caratteristica. Windows Vista ne possiede in quantità, ma evidentemente non abbastanza apprezzati. La preferenza va ad Ubuntu 7.04, che pur essendo dotato di pochi effetti – non mancano rotazioni di cubi e finestre tremolanti – risultano, tuttavia, molto gradevoli da utilizzare. Con l’installazione di Beryl si rendono poi disponibili numerosi altri effetti molto divertenti.

Su questo sono fondamentalmente d’accordo, anche se Compiz o Beryl non sono certo una feature di Ubuntu… Ma nessuno menziona il fatto che settare Beryl con ATI non sia proprio banale (le prestazioni provate sul mio portatile, con un ATI X600SE sono pessime).

2) Installazione: secondo motivo la semplicità nell’installazione delle applicazioni. Installare una applicazione in Ubuntu è estremamente facile, molto più facile che in Windows, vista la presenza di un programma che fornisce di base un accesso alla maggior parte delle applicazioni disponibili, semplicemente spuntando i programmi che si desidera installare; inoltre, non si avrà necessità di licenze perché si tratta di programmi open source e soprattutto non ci sarà bisogno di cliccare una ventina di volte prima che il programma venga installato. Si sceglie il programma, si clicca Ok e il gioco è fatto.

Secondo me questo punto non ha bisogno di commenti, lo fa già da solo…E’ da quando esiste Windows che per installare un programma si inserisce il cd/dvd e si fa partire il setup (oppure si scarica il programma dal sito)! In effetti synaptic, package manager di Ubuntu, è sicuramente uno dei punti di forza della distribuzione, ma è diverso. Se voglio Photoshop sotto linux devo avere la licenza esattamente come se lo volessi sotto Win. La differenza sta nel riuscire a farlo girare Photoshop in ambiente linux… Inoltre, esiste software open source e freeware anche sotto Win. Il primo che mi viene in mente è 7-Zip. Mah!!!

3) Sicurezza: terzo posto per questo importante aspetto. In Vista, per cambiare un settaggio è necessario passare per un ridicolo numero di dialog box e password; in Ubuntu non si è mai loggati in una sessione da administrator, ci si logga da semplici utenti e quando avremo bisogno di cambiare delle opzioni relative alla nostra area utente, ci verrà richiesta la password di amministratore, una dialog box e siamo nel sistema; operazione semplice, veloce e sicura. C’è anche il non trascurabile vantaggio che in ambiente Linux il numero di virus è estremamente basso, immaginate invece di non installare una protezione in Windows; in ambiente Linux si può fare a meno di installare un antivirus e comunque sentirsi liberi da minacce e rischi di perdita dei dati.

Come dicevo già in un mio precedente post, UAC è un po’ rompiballe… ma questa è veramente una recensione scritta da qualcuno che non sa di quello che parla. Non credo proprio che il sistema sudo di Ubuntu sia più sicuro di UAC, o almeno non lo è solo perché UAC è “ridicolo”… Sul fatto che linux implichi meno virus, questo è vero. Ma non troppo, altrimenti non capisco perché ClamAV abbia avuto tutto questo successo, tanto da esser integrato - in alcune distribuzioni- nel kernel linux.

4) Liberi di cambiare: Ubuntu è dotato di un pannello di controllo e di un menu che dà accesso alle applicazioni, nel quale si può selezionare con semplicità quello che vogliamo cambiare, dal background del desktop al settaggio della rete. Tutto quello che appare nelle finestre è semplice e sono presenti solo le opzioni di cui abbiamo bisogno e questo rende più facile il lavoro.

Certo… infatti sotto Vista non esiste nulla del genere. A me sembra che gnome (desktop server di ubuntu) sia MOLTO simile a Windows. Anzi, la differenza è davvero poca. Come si vede da questo screenshoot la differenza fondamentale è che ciò che sotto Windows è il pulsante Start, in gnome è in alto a sinistra, invece che in basso… Poi è noto a tutti che in Vista non è possibile cambiare lo sfondo del desktop…. … …. :P

5) Community: quella che sta dietro Linux, e in particolare dietro Ubuntu è ciò che attrae la maggior parte degli utenti verso questo sistema operativo. Gli utenti Linux sono più che altro ex utenti Windows, cosicché essi riescono ad individuare le novità meglio dei linuxiani nativi e sono felici di aiutare. Tutte le volte che un utente ha bisogno di aiuto può semplicemente sottoporre un post nell’Ubuntu forum e nel giro di pochi minuti troverà la risposta al suo problema. Non sarà necessario utilizzare il telefono per chiamare un customer service e magari aspettare ore prima di risolvere il problema.
6) Libertà: tutto ciò che gira intorno ad Ubuntu è libero; il sistema operativo si può scaricare dal sito o lo si può ottenere richiedendone l’invio gratuitamente al proprio indirizzo e senza pagare nulla per la spedizione; il software installato (incluso tutto il software disponibile via download) è libero ed il supporto è gratuito.

Da qualche parte ho letto che alcuni pacchetti Ubuntu non fossero mantenuti dalla comunity… ma non trovo più la fonte, per cui, per ora, sto zitto. Sul fatto che il “supporto sia gratuito”… Beh, certo, se per supporto si intende cercare una soluzione su Google, allora si, è gratuito.

7) Reti semplici: è incredibile la tranquillità con cui Ubuntu riconosce una rete e si connette ad un sistema dotato di sistema operativo Windows. È sufficiente connettere il computer all’hub della rete per essere immediatamente riconosciuto dal sistema senza problemi e, soprattutto, senza bisogno di configurarlo.

Wow! Che tecnologia moderna… incredibile!!! Peccato che con il mio portatile, sotto Ubuntu, ancora non sono riuscito a connettermi ad una rete wireless protetta da WPA-SK, e ci sto sbattendo la testa da un buon mesetto… [Update: con Gutsy Gibbon la WPA-SK funziona senza alcuna configurazione].

8). Mozilla Firefox: il numero di utenti che utilizzano Firefox su Vista senza problemi è elevato, ma su Ubuntu non c’è Internet Explorer, che prende possesso del territorio e non si riesce più a sbarazzarsene.

Si, in effetti, Internet Explorer è così invadente che non dormo la notte per paura che mi soffochi con il mio stesso cuscino… :D Una volta installato Firefox e impostato come browser di default nel sistema, IE non si vede più. A proposito, non è che Firefox si proprio perfetto: Firefox, buchi e ritardi….

9) Velocità: Windows Vista utilizza una quantità di risorse elevata; ciò significa che avremo bisogno di un computer particolarmente potente. Se pensate di usarlo con un PC da 1 GHz e 512MB di RAM vi sbagliate. Ubuntu , invece, è molto veloce, non diminuisce le proprie performance dopo un paio d’ore di lavoro; si mantiene attivo e performante e apre ogni cosa letteralmente un secondo dopo aver fatto clic sull’icona, e chiude le finestre appena si clicca sulla X. Con Windows Vista è necessario aspettare per circa 30 secondi prima di veder partire un programma e chiudere un applicativo come Word 2007 o Visual Studio.

Bene, in effetti Vista richiede delle risorse notevoli. Ma che non funzioni con un PC da 1 GHz e 512MB di RAM è una bufala… Un mio caro amico ha Vista Ultimate su un Athlon da 1,3 GHz e 512MB di RAM e non si lamenta.

10) Updates: Ubuntu viene upgradato ogni sei mesi circa, e comunque ogni volta che si accende il PC si trovano update per i programmi installati. Paragonare questo aspetto a Windows non fa testo: quanto spesso si fanno degli update? I cinque anni intercorsi fra l’uscita di Windows XP e Vista sono la risposta a questa domanda.

E questa è la perfetta conclusione… un mare di ca**ate arrivate all’apice. Vi rimando a questo post di pollycoke, ricordando a tutti i lettori che pollycoke.wordpress.com è uno dei blog che sostiene attivamente Ubuntu (e odia Windows).

W l’ignoranza!!!

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Questo blog nasce dalla mia passione per l'informatica, nonché la mia materia di studio. Troverete anche articoli riguardanti altri argomenti: cinema (con alcuni miei amici teniamo un cineforum), fotografia, fatti universitari...
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Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire. — Blade Runner